Cà Foscari Digital Week: Social Media & Social People
Quella trascorsa ieri alla Ca’ Foscari Digital Week è stata decisamente una bella giornata. In tutti i sensi. Prima di tutto la location: Venezia è splendida, si sa, e le diverse sedi dell’Ateneo presso cui si sono svolti i workshop sono stati un autentico piacere per gli occhi.
Ma veniamo ai contenuti.
La mattina abbiamo partecipato al workshop tematico Social Media: le nuove regole del gioco.

Ad aprire le danze, Miriam Bertoli che ha illustrato le attività delle GGD quale esempio di creazione di relazione dall’online all’offline. In qualità di moderatrice, ha poi lasciato la parola a 4 relatori che -cronometro alla mano-hanno offerto il loro punto di vista su come il gioco si stia sviluppando in particolare nel rapporto tra utenti e aziende.
Marco Massarrotto ci ha proposto una previsone: un “piano quinquennale” durante il quale assisteremo all’attenuazione del caos sul web sino alla formazione di un “ecosistema intelligente” in cui community e aziende sapranno dialogare in maniera costruttiva. Per facilitare questo processo possiamo applicare 10 dieci Golden Rules, tra cui l’essere trasparenti e l‘unire l’incontro virtuale a quello reale.
Hanno fatto eco a questi inviti gli speech di Massimo Bustreo e Domitilla Ferrari
Il primo ha sottolineato come le nuove regole del gioco implichino nuove modalità di socializzazione (“amici da contare o amici su cui contare?”) ed una diversa separazione tra ciò che è pubblico e ciò che è privato, sino ad arrivare alla sovrapposizione tra reale e virtuale.
Assolutamente d’accordo con questa sovrapposizione è Domitilla Ferrari, che ama paragonare i primi approcci ai social network all’arrivo nella piazzetta del luogo di villeggiatura in cui non conosci nessuno, quindi ti avvicini per cercare di capire di cosa la gente parla, che gusti ha, quali abitudini condivide…
Si tratta dell’approccio umano che Domitilla suggerisce alle aziende: “ciò che l’azienda può fare online è ciò che può fare l’individuo”.
Alberto Chiapponi (Senior manager e Head, H-art) ha esaminato l’uso dei social media in funzione dell’e-commerce presentando diversi esempi di “social commerce” ben riusciti, e ci ha ricordato che: the results are not assured, but often amazing and unexpected!
Sempre a proposito dell’uso che le aziende possono fare degli strumenti del web, Angela Falotico (Online Reputation Specialist, TSW) ci ha mostrato diversi casi legati al fashion, sia di successo che di (ingenuo?) fallimento. Dagli errori si impara, anche da quelli altrui.
In conclusione, nel breve spazio di 13 minuti, gli speech sono stati ricchi di spunti e proposte. Peccato solo che non fosse previsto l’intervento del pubblico: quasi un paradosso dopo che -per circa 1 ora- si è parlato dell’importanza della comunicazione!
A questa lacuna hanno rimediato i “fast workshop” del pomeriggio, incontri di 45 minuti basati sull’interazione tra speaker e partecipanti. Durante il suo “Reti e scrittura” Domitilla Ferrari (sì, lo ammettiamo, abbiamo un debole per lei) per far comprendere l’importanza della propria bio a chi volesse cimentarsi con la scrittura nel web, ha coinvolto i presenti chiedendo loro di raccontarsi (who & what) e facendo notare come le battute a nostra disposizione siano fondamentali per presentarci “nella piazzetta” che ci interessa nel modo migliore.
Da Venezia torniamo con la convinzione che Social Media Comunicazione e Partecipazione siano concetti fluidi, che debbano e possano essere amalgamati, tanto nel reale quanto nel virtuale.





