Popolo di Navigatori & Lettori

E’ di qualche giorno fa la notizia del sorpasso dei libri digitali su quelli cartacei. Si tratta di dati che riguardano le statistiche di vendite americane.
In Italia il mercato dell’editoria digitale non è certo paragonabile a quello degli USA, ma qualcosa si sta muovendo.

A conferma di ciò i numerosi eventi che si sono susseguiti dall’inizio dell’anno, a cominciare dalla mostra-convegno di Rimini Ebook Lab Italia, una tre giorni tutta dedicata al futuro dei libri elettronici.
Sempre a marzo si è svolta la Bologna Children’s Book Fair, che ha ospitato TOC (Tools Of Change), una conferenza internazionale organizzata da O’Reilly: un’occasione per confrontarsi su esperienze e prospettive dell’editoria per ragazzi nell’era digitale.
Libri elettronici e testi cartacei hanno invece convissuto in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il cui ricco programma ha avuto un occhio di riguardo per il tema e-book.

E proprio da Torino è partita la bella iniziativa Dona Bol di Bol.it per donare 4.800 libri a 4 scuole di Milano, Palermo, Napoli e Torino. Quali libri? Quelli segnalati dagli utenti attraverso la lista dei “5 libri della vita“. Il progetto Dona Bol si concluderà tra pochi giorni: se ancora non l’avete fatto, create la vostra lista qui.

Quello di Dona Bol è un ottimo esempio di sinergia tra mondo off-line e mondo on-line. Mondo, quest’ultimo, in cui è possibile trovare svariate proposte per i lettori, sia per gli appassionati di tecnologia e libri digitali, sia per gli amanti del tradizionale formato cartaceo: sono infatti piuttosto numerose le community on-line che trattano di letteratura, raccogliendo le segnalazioni degli utenti, offrendo suggerimenti e proponendo diverse forme di partecipazione e interazione.

Sono talmente tante che non è stato semplice farne una selezione :-) . Ho realizzato un breve elenco, che potrà essere arricchito dalle vostre segnalazioni. Eccolo qui:

Bookliners: sito di social reading in cui è possibile accedere ad un testo, commentarlo e condividere le proprie note con gli altri membri.

Bookavenue: creato da un gruppo di librai, scrittori e forti lettori, il social web raccoglie notizie, curiosità, classifiche e diverse rubriche, fra cui Vita Di Libreria.

Pickwicki: community di lettori dove poter pubblicare Il tuo racconto nel cassetto e organizzare gruppi di discussione.

★ Per creare una vera e propria libreria “in the cloud” basta iscriversi a Booki.sh, sito dal quale potrete scaricare ebook gratis oppure acquistarne scegliendo tra le collane presenti nel book store.

★ E’ invece in arrivo Zazie.it, il cui invito è quello di condividere il proprio mood per un libro: c’è un libro per ogni emozione.

★ Se, infine, siete frequentatori del social network FriendFeed, potete contare sulle imboccate degli iscritti a gruppi quali Il Libro sul Comodino.

 

A suggello di questo articolo “letterario”, vi propongo il video del flash mob realizzato al Salone del Libro di Torino, un omaggio a Le Mille e Una Notte per unire tante persone nella passione per i libri, rapirle nell’incanto della lettura, mostrare che questa è condivisione di voci e pensieri e parole, e fare un piccolo elogio della finzione. (L’idea la spiega meglio la redazione di Finzioni, da cui è partita l’idea della performance).

FlashMob Salone del Libro 2011_Guarda il video

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Sui Social Network le dimensioni (del cervello) contano

I Social Network offrono il modo per restringere la cerchia degli amici“: questo il titolo dell’articolo apparso ieri (9 maggio 2011) su nytimes.com a proposito della nuova tendenza dei social network, ossia quella di “rifugiarsi” all’interno di piccoli gruppi dove poter condividere informazioni su di noi e sulla nostra quotidianità, certi che gli altri (pochi) membri abbiano i nostri stessi bisogni e le nostra stessa visione del mondo. Pare insomma che “il troppo stroppi”.

Così, se da una parte ci entusiasma la facilità con cui possiamo coltivare relazioni a distanza (di tempo e di spazio) e conoscere persone nuove grazie alle reti sociali del web, dall’altra sembra predomini in noi il bisogno di relazionarci con un numero limitato di persone.
A testimonianza di questa ipotesi, una utilizzatrice di Path (social network in cui i gruppi non possono superare i 50 iscritti) spiega che chi fa parte della sua ristretta comunità virtuale “sono persone che si interessano agli eventi che giorno per giorno capitano nella mia vita, o se il mio cane fa qualcosa di buffo. Su Facebbok, ho amici e parenti che non necessariamente sono interessati a queste cose – e inoltre non necessariamente io vorrei che loro le vedessero”.

La lettura di questo articolo mi ha riportato alla mente quel Numero di Dunbar di cui si è molto discusso lo scorso anno (e che è stato nominato anche nel corso dell’intervento di Massimo Bustreo alla Cà Foscari Digital Week). Il numero in questione è 150 ed indica la quantità massima di persone con le quali l’essere umano sarebbe in grado di portare avanti rapporti soddisfacenti e motivanti. Il professor Robin Dunbar, da antropologo evoluzionista, motiva questa cifra in termini biologici:

The way in which our social world is constructed is part and parcel of our biological inheritance. Together with apes and monkeys, we’re members of the primate family – and within the primates there is a general relationship between the size of the brain and the size of the social group. We fit in a pattern. There are social circles beyond it and layers within – but there is a natural grouping of 150.

[il modo in cui il nostro mondo sociale è strutturato è parte integrante del nostro patrimonio biologico. Come le scimmie, facciamo parte della famiglia dei primati - e all'interno dei primati c'è una generale corrispondenza tra la dimensione del cervello e la dimensione del gruppo sociale. Rientriamo in uno schema. Ci sono circoli sociali al di là di esso e strati interni ad esso- ma vi è un raggruppamento naturale di 150].

Non si tratterebbe di essere più o meno portati alle relazioni interpersonali, quindi, o di avere confidenza o meno con gli strumenti della rete. Sembra che il nostro sia un limite biologico: il nostro cervello non è abbastanza grande per “sopportare” più di 150 (veri) amici.
Se avete voglia di approffondire la visone di Dunbar, vi segnalo questa intervista.

Se invece siete curiosi di sapere come il web ed il mobile si siano organizzati per accontentare i nostri bisogni -sociali- primari, potete dare un’occhiata a questi link:
Disco (applicazione per device Apple e Android per chattare con gruppi ristretti);
Shizzlr (creato appositamente per pianificare eventi);
GrupMe (app mobile per chat room private sul proprio smartphone);
Rally Up (un’applicazione per veri amici).

Se, infine, avete voglia di dirci cosa ne pensate voi, potete lasciare un commento. (Oppure raccontarlo a 150 amici :-) ).

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La sorpresa, per [con]vincere: il Guerrilla Marketing.

Cogliere di sorpresa è una delle strategie per raggiungere la vittoria. Lo sostiene Sun Tsu, autore de L’arte della Guerra, antico testo considerato la migliore fonte di strategie militari al mondo.
Gli insegnamenti del saggio stratega cinese sono applicabili anche ad altri ambiti della vita, in particolare quello lavorativo, soprattutto se abbiamo a che fare con la comunicazione.
Un ottimo esempio è il Guerrilla Marketing, che non a caso si ispira al modello della guerriglia, ossia la forma di conflitto in cui “uno dei due avversari è troppo debole militarmente, o troppo poco organizzato, per sostenere degli scontri in campo aperto con l’esercito nemico”.
In questo caso la parte (apparentemente) più debole deve fare ricorso ad altre risorse, sfruttando la conoscenza dell’ambiente circostante, i rapporti privilegiati con gli abitanti del terreno di battaglia, l’inventiva, il coraggio e l’immaginazione.

Se da una parte ha come fonte di ispirazione la strategia militare, dall’altra il Guerrilla Marketing ha fatto proprio l’uso degli oggetti del quotidiano in ambito artistico, ispirandosi alla Pop Art ed in particolare ad Andy Wharol (indimenticabile la sua lattina di zuppa di pomodoro).

Ci sorprendiamo perchè non ce l’aspettiamo
. Non lì. Non in quel contesto. Non con quella forma. Lo conosciamo ma non lo riconosciamo, perchè ha assunto una nuova dimensione, un diverso rapporto con l’ambiente e -soprattutto- un nuovo messaggio.
Ed il messaggio -sorprendente- ci arriva attraverso il senso della vista.

Allora meglio lasciar da parte le parole e lasciare che siano i vostri occhi a farsi un’idea su alcune campagne di Guerrilla Marketing e Guerrilla Street Art (altri esempi li potete trovare qui e qui).

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EarthDay: facciamo qualcosa di verde, soprattutto oggi.

Oggi è la giornata mondiale della Terra. Un’occasione per interrogarci come sta il nostro pianeta. Parafrasando un noto presidente americano, potremmo dire: non chiederti cosa la Terra possa fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per la Terra.
Il “tu” in questione siamo noi privati cittadini, così come le aziende, le associazioni e le istituzioni.
Il web offre molti esempi di buone pratiche ecosostenibili. Ve ne segnaliamo alcune, da cui prendere spunto per realizzare qualcosa di verde, soprattutto oggi.

Sul sito Earthday.com si trova una pagina in cui indicare il proprio green act: l’invito è quello di partecipare con lo scopo di raggiungere un miliardo di azioni a favore della salvaguardia del nostro pianeta. Se anche voi avete il vostro gesto verde da segnalare, potete farlo qui: http://act.earthday.org/.

Un altro bell’esempio di sensibilizzazione alle pratiche ecocompatibili, specialmente in ambito aziendale, è il contest Best Green 2011 promosso da Treehugger. Gli oltre 50 vincitori sono suddivisi in otto categorie, dalla tecnologia alla politica, passando attraverso moda, salute e cultura. A decretare quali fossero le aziende ed i prodotti più virtuosi sono state le scelte dei lettori.

Per quanto riguarda l‘Italia, ci auguriamo che il convegno Ecologia Digitale svoltosi a Roma due giorni fa sia solo l’inizio di una serie di interventi volti a rendere cittadini, enti ed imprese più consapevoli dell’impatto che ogni nostro gesto, ogni nostra decisione hanno sull’ambiente in cui viviamo.
Quello che invece accade oggi, per festeggiare l’Earth Day 2011 lo trovate sul sito giornata mondiale della Terra, che raccoglie tutti gli eventi organizzati sul nostro territorio.

Le proposte non mancano! Quale sarà il vostro gesto verde di oggi?

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Scacco al Re: l'applicazione-inchiesta di Aliberti Editore

Aliberti Editore, in collaborazione con Saidmade Srl, debutta nel mondo delle pubblicazioni su iPad inaugurando una collana di applicazioni-inchiesta.
Il compito di dare il via a questo progetto è affidato ad una testimonial d’eccezione: Beatrice Borromeo, che in Scacco al Re racconta una storia dai risvolti incredibili: quella dell’accusa di omicidio mossa contro Vittorio Emanuele di Savoia per la morte di Dirk Hamer, avvenuta in seguito alla sparatoria della notte tra il 17 e il 18 agosto 1978. Accusa dalla quale Vittorio Emanuele fu scagionato dalla giuria francese, ma che ora viene riconfermata grazie ad un filmato del 2006 nel quale lo stesso principe ammette di aver sparato al ragazzo tedesco.

L’applicazione Scacco al Re è già in vendita su App Store e comprende:
★ L’edizione integrale del libro “Delitto senza Castigo
★ Il video esclusivo di Vittorio Emanuele di Savoia intercettato sul caso Hamer
★ L’intervista di Beatrice Borromeo a Brigit Hamer (sorella di Dirk Hamer)
★ Un archivio segreto contenente immagini e documenti inediti

Per approfittare dell’offerta lancio di Scacco al Re, cliccate qui!

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Saidmade partecipa a Codemotion

Il prossimo appuntamento per chi della programmazione ha fatto una professione ed una passione sarà il 5 marzo a Roma, presso il Dipartimento di Informatica e Automazione.
Codemotion, evento organizzato dalla stessa crew che per anni ha realizzato il javaday, rappresenta un’occasione unica per entrare in contatto non solo con gli strumenti più innovativi del mondo della programmazione, ma soprattutto con le persone che in questo mondo operano.

Una delle persone che porterà il proprio contributo sarà Omar Cafini, sviluppatore e project manager di Saidmade: con lo speech iPad e contenuti editoriali: tecnologia e marketing illustrerà un’analisi delle applicazioni più conosciute e delle strade possibili per pubblicare contenuti su iPad con attenzione anche ai modelli di business possibili, consigliati e sconsigliati.

Se anche voi non volete mancare ad una giornata di emozioni e creatività, iscrivetevi qui.

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Vintage Rolex HD per iPad: il valore del tempo in alta definizione

La vetrina del negozio online dedicato ai cultori della mela morsicata ospita da oggi Vintage Rolex HD, la versione per iPad dell’applicazione di Saidmade presentata qualche settimana fa.

Grazie all’alta definizione delle immagini ed all’innovativa fruibilità di iPad, sfogliare le oltre 200 pagine di “100 Superlative Rolex Watches” ed ammirare le 1200 immagini delle splendide creazioni della casa ginevrina sarà un autentico piacere.
Un’irrinunciabile applicazione per tutti gli appassionati ed i curiosi della storia e dei prodotti di un marchio che da sempre è sinonimo di affidabilità ed eleganza.

Contenuti:

Libro “100 Superlative Rolex Watches” , 264 pagine
361 differenti modelli
163 tipi di quadranti
116 tipi di casse con relative informazioni
50 movimenti con il relativo calibro

L’applicazione è disponibile su App Store

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Internet, virtuale e virtuoso

La salvaguardia e conservazione dell’ambiente sono un fatto in primo luogo di educazione.
Così come un bambino all’inizio della sua vita ha bisogno di modelli ed esempi virtuosi per formarsi, allo stesso modo la società e le aziende hanno bisogno di esempi che comunichino e stimolino questo processo. La rete può rivelarsi un ottimo strumento di divulgazione e promozione di attività ed iniziative eco-compatibili.

Nell’ultimo periodo sono diversi gli eventi che associano il web a tematiche “verdi”.
Il primo Unfriend Coal è quello che vede Greenpeace proporre a Facebook una roadmap suddivisa in quattro punti per portare il colosso ad una gestione eco-sostenibile e ad impatto zero delle sue strutture. Facebook è una realtà conosciutissima, un suo esempio in ottica ambientale potrebbe avere un impatto fortissimo, ed è quello a cui Greenpeace giustamente punta.

Altro caso è quello dell’azienda Electrolux che sta finanziando la spedizione di ricerca Vac from the Sea che avrà il compito di monitorare il livello d’inquinamento del mare determinato dalle grandi quantità di materia plastica riversate. L’azienda aveva anche lanciato un concorso per selezionare un blogger da inviare al seguito dell’equipaggio 5 Gyres con il compito di tenere un diario di bordo sull’andamento della spedizione. Il nome prescelto è stato quello di Brit Ligget.

Attenzione particolare anche per l’iniziativa che vede scendere in campo una delle realtà ambientaliste più importanti a livello mondiale: il WWF. Sua la paternità della campagna di sensibilizzazione sull’eccessivo consumo della carta dal titolo Save as WWF, per la quale è stato ideato il formato file WWF in sostituzione del tradizionale PDF.

Ancora una volta il web si dimostra il luogo ideale per realizzare un cambiamento.
In questo caso, verde.

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    sistemati banner inseriti con il codice php adesso in modifica banner non mi permette più di aggiornare il banner con ...

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    @Tommaso: eseguendo l'upgrade direttamente da WordPress devi disattivare e poi riattivare il Plugin.

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    dalla versione 3.0 non si visualizzano più i banner inseriti in precedenza con il codice php

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