Cogliere di sorpresa è una delle strategie per raggiungere la vittoria. Lo sostiene Sun Tsu, autore de L’arte della Guerra, antico testo considerato la migliore fonte di strategie militari al mondo.
Gli insegnamenti del saggio stratega cinese sono applicabili anche ad altri ambiti della vita, in particolare quello lavorativo, soprattutto se abbiamo a che fare con la comunicazione.
Un ottimo esempio è il Guerrilla Marketing, che non a caso si ispira al modello della guerriglia, ossia la forma di conflitto in cui “uno dei due avversari è troppo debole militarmente, o troppo poco organizzato, per sostenere degli scontri in campo aperto con l’esercito nemico”.
In questo caso la parte (apparentemente) più debole deve fare ricorso ad altre risorse, sfruttando la conoscenza dell’ambiente circostante, i rapporti privilegiati con gli abitanti del terreno di battaglia, l’inventiva, il coraggio e l’immaginazione.
Se da una parte ha come fonte di ispirazione la strategia militare, dall’altra il Guerrilla Marketing ha fatto proprio l’uso degli oggetti del quotidiano in ambito artistico, ispirandosi alla Pop Art ed in particolare ad Andy Wharol (indimenticabile la sua lattina di zuppa di pomodoro).
Ci sorprendiamo perchè non ce l’aspettiamo. Non lì. Non in quel contesto. Non con quella forma. Lo conosciamo ma non lo riconosciamo, perchè ha assunto una nuova dimensione, un diverso rapporto con l’ambiente e -soprattutto- un nuovo messaggio.
Ed il messaggio -sorprendente- ci arriva attraverso il senso della vista.
Allora meglio lasciar da parte le parole e lasciare che siano i vostri occhi a farsi un’idea su alcune campagne di Guerrilla Marketing e Guerrilla Street Art (altri esempi li potete trovare qui e qui).



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